azione, ciclo e coscienza

Ogni azione intesa come atto di forza ha già in sé il germe della sua controreazione uguale e contraria, in quanto siamo in una realtà che si esprime in modo duale. Immaginiamo una linea ai cui lati estremi siano presenti due polarità, negativa e positiva. La polarità negativa è assenza totale di… , la polarità positiva presenza totale di… . In questo senso, stando ai due lati estremi, resta solo una direzione verso la quale il movimento riprende: quella opposta. Differente situazione se ci si trovasse in un punto intermedio qualsiasi su questa linea: oltre che avere indicazioni di quanti pieni e vuoti abbiamo, per cui una valutazione di grado, abbiamo anche due direzioni che si potrebbero spostare verso un lato o al suo opposto. Una linea rappresenta una dimensionalità limitata… se la uniamo ai due capi, diventa un cerchio, e ci rendiamo subito conto del “divenire”: un negativo, percorrendolo, diventerebbe strada facendo positivo ed un positivo analogamente negativo. Dunque, già questo fatto dovrebbe abbattere definizioni e giudizi: quello che ora è, dopo non è. Ai poli opposti della linea, da cui il concetto lineare di realtà, ci si fa la guerra, ma andando in cerchio tutto cambia …e torto o ragione…dipende da dove ci si trova. Si tratta del concetto di infinito nel finito: il tempo è infinito in senso circolare, non lineare. Mi vien da pensare che non esista un assoluto estremo in permanenza se non in due punti soli nello scorrere sul cerchio, punti che possiamo sfiorare per un attimo. Esistono gli estremi che continuano a trasformarsi di continuo l’uno nell’altro: il punto dello Yin nel pieno dello Yang e viceversa. Anche le fasi lunari esprimono questa legge del ciclo degli estremi entro un’unica “Cosa”, la “Cosa Una” della Tavola Smeraldina: la luna nuova è indicazione di verginità legata al massimo del negativo (la luce è il soggetto misurato) ed al massimo della potenzialità latente di assorbenza, la luna piena è l’esatto opposto, il pieno di luce (o informativo se ci riferiamo al concetto di campo). Nella fase di luna crescente stiamo eseguendo un upgrade su disco rigido che si completa in luna piena (massimo assorbimento di luce solare), in luna calante finalmente lo abbiamo a disposizione in manifestazione, possiamo iniziare ad usarlo nella pratica, facciamo un download. A livello di campo, l’informazione si carica nell’anima (upgrade) e poi si scarica nel corpo (download). Appaiono due fasi slegate e susseguenti in senso temporale, mentre in realtà fanno parte di un unico ciclo ed ogni ciclo è un pacchetto, un “quanto” informativo. L’infinito è il continuo ripetersi dei cicli, mai uguali ai precedenti. Su questo cerchio in movimento abbiamo quindi 4 punti principali, che tocchiamo per un attimo: quello che rappresenta il massimo vuoto, o mancanza, o negativo (-), come la luna nuova, quello opposto della massima pienezza o abbondanza (+), come la luna piena, rispettivamente inverno ed estate (i due solstizi), nord e sud; quello che si trova a metà partendo dalla qualità negativa, per cui in salita o riempimento (-/+), ove c’è equilibrio perfetto, e quello alla metà opposta, altra miscellanea paritaria ma che va in discesa o svuotamento (+/-). Questi due punti sono rispettivamente i due equinozi di primavera ed autunno, est ed ovest, dove le ore del giorno e della notte sono perfettamente uguali. La luna nuova coincide con il buio invernale, durante il quale prevalgono le ore notturne, la luna piena con la luce estiva, con prevalenza di ore diurne, primo quarto equilibrio in crescita, con le ore diurne che recuperano dall’inverno su quelle notturne fino al pareggio, e ultimo quarto in cui il processo si inverte. Pensando alla splendida arte antica dell’astrologia, la Luna ha domicilio (miglior funzione espressa dalla qualità archetipica del suo genio planetario) in Cancro, nel mese di Giugno con il solstizio d’estate, massima espressione di luce assorbita, ed esilio (peggior funzione espressa, all’opposto della precedente, forza disfunzionale) in Capricorno al solstizio d’inverno, quando ci sono i giorni più corti dell’anno per la prevalenza delle ore notturne. La manifestazione della coscienza nell’essere umano segue lo stesso andamento: dalla totale mancanza alla totale pienezza, passando per le due fasi intermedie in accumulo ed apprendimento ed in elargizione e condivisione. L’assenza di giudizio non c’è nella pienezza, come anche al lato opposto: nel primo caso per comprensione della realtà, nel secondo perchè, mancando la comprensione,  riesce impossibile il confronto, mentre le fasi intermedie possono essere le più critiche dal momento in cui il pensiero pregiudizievole e aprioristico prendesse il sopravvento sulla coscienza, “malattia” tra le più manifeste dell’uomo moderno, confuso con una pseudocoscienza pret a porter. Il pensiero ha bisogno di conoscenza, nel peggiore dei casi confusa con arido nozionismo, la coscienza no, sa già, è uno stato dell’essere fuso con la sapienza di tutto ciò che esiste. Ogni azione sarebbe quella giusta solo se partisse dal piano della coscienza, nel momento della sua migliore espressione. Secondo coscienza si valuta un  in modo neutrale e non si giudica, nel senso che non si definisce un’essenza e ci rendiamo conto di questo aspetto quando siamo davanti alle domande: Chi sono? … Chi sei? … ed in realtà definiamo solo dei ruoli. Tutta la nostra vita è il ciclo più grande, composto da sottocicli analoghi, come frattali, proporzionali e proporzionati secondo numeri precisi. Calzante più che mai il detto che studiare non serve ma per comprenderlo bisogna aver studiato… e che dobbiamo imparare ad agire senza agire, agire secondo coscienza, affinchè l’azione abbia in dote la completezza. Buona risalita sulla scala di Thoth a tutti…

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Mondo Olos

Da anni sto cercando di mettere insieme un corpus di informazioni in merito all’eziologia delle malattie, cercando di pormi a livello di una visione neutrale, che tenga conto di conoscenze ampie, da quelle antiche alle più attuali. Troppo spesso mi trovo di fronte a posizioni dicotomizzanti di sostenitori di questa o quella teoria, come se si trattasse dell’unica spiegazione possibile, la verità delle verità. Non so esattamente quanto tempo e spazio impiegherò per esprimere le molteplici riflessioni che affiorano, in quanto di riflessioni si tratta, oltre che di osservazioni sensate, di domande che chiamano risposte, il tutto senza alcuna pretesa, se non il minimo utilizzo del basso ragionamento, se oltre non si riesce ad arrivare. Mentre scrivo sto tenendo in mano un’immaginaria bussola, che possa fare da direzione a 360° nel tentativo si comporre una visione d’insieme che, beninteso, non sarà un sincretismo forzato di posizioni inconciliabili tra loro, piuttosto un insieme di proposte con almeno un minimo comune multiplo condiviso. C’è la pessima abitudine di buttare il famoso bambino con l’acqua sporca: vorrei partire da qui, buttare l’acqua sporca e tenere il bambino, evitandone l’omicidio inconsapevole. Mi rendo conto dell’estrema difficoltà di un simile procedere, che necessita di un passo dopo l’altro, senza strappi e con le dovute ricerche ma, tornando qualche riga sopra, per coerenza, cercherò di mantenere la leggerezza dell’osservazione, della riflessione e delle domande, sostenute dalla mia guida preferita: l’intuizione.

Chiaramente l’intuizione senza conoscenza non porta molto lontano, in primis per la difficoltà di collegare quella scintilla in arrivo ad un argomento specifico o ad un’esperienza in corso, ma… quale conoscenza? In un mondo dove la pluralità delle informazioni sconfina spesso nel caos più indistricabile diventa difficile muoversi, come anche il solo cercare. Nessun essere umano può conoscere tutto: non ho idea di quante vite avrebbe bisogno, credo almeno di una vita alla volta per esplorare in modo sufficientemente approfondito un singolo settore di studio. Quali conoscenze sono utili e quali no? Cosa tenere e cosa lasciare andare? Si tratta di un vero e proprio processo digestivo: la conoscenza si mastica, si assapora, se ne colgono le qualità organolettiche e già in bocca percepiamo se può essere gradevole o meno. Poi si inghiotte per farla giungere allo stomaco, dove inizia un processo di scomposizione delle sue parti a fini di utilità posteriore, e non c’è da escludere che possiamo già sentirla digeribile oppure no, lasciandoci un peso che necessiti di un aiutino per farla proseguire nell’intestino, dove verrà assorbita prima, passando la barriera del nostro confine personale, e assimilata poi, per diventare parte di noi, per renderci come siamo. Quello che non viene assorbito passa per altri orifizi. Come spiega la nota e plurisecolare Medicina Tradizionale Cinese, si separa il puro dall’impuro attraverso il processo digestivo, analogo alla capacità del discernimento.

Come si può essere capaci di discernere a colpo d’occhio il cibo buono da quello guasto? Non esistono ricette sicure: ognuno ha bisogno di fare esperienza, di agire, di assaggiare con consapevolezza, senza leggerezza, con pronta presenza a parole e fatti, e di tenere a mente che perdersi in una singola parte senza tenere conto della visione d’insieme non porta lontano: “Il dito e la Luna” di Jodorovky o il comune ramo dell’albero che fa perdere di vista la foresta. E’ necessario tenere conto che ogni piccola parte frammentata della realtà è un riflesso che appartiene ad un unico Corpus, tutto è Uno, e il singolo ne è un suo piccolo riflesso. Spesso mi sono ritrovata a pensare alla conoscenza, al desiderio di sapere, di sapere veramente, mettendo spesso vicino due parole: coNOscenza e coscienza… Conoscenza come coscienza NO. Quando si arriva ad essere coscienti, in quanto la coscienza è uno stato dell’essere che sa, si scopre che studiare, pertanto l’atto del conoscere, non serve… però, per arrivare a capirlo, bisogna aver studiato. Si rischia di diventare accumulatori seriali di informazioni selezionate, di nozionismo, mentre un certo tipo di conoscenza può attivare la coscienza. Si scopre che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, che dentro di sè si aveva già tutto, ma mancava qualcosa che lo attivasse: un reagente, un enzima in una reazione chimica. Allora, quale conoscenza? Quella delle funzioni, delle leggi che tutto presiedono, dei principi che regolano la natura, la vita, il cosmo. Occorre percorrere sentieri notturni, con lampada in mano e scorta di olio. La conoscenza nozionistica è come il tempo lineare: non finisce mai, non basta mai. Numero dopo numero, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora… giorni, mesi, anni, lustri, decenni, secoli non sono sufficienti: siamo ignoranti, non basterebbero vite su vite per conoscere. Diamo il benvenuto al mondo dell’analisi, del pensiero analitico-logico-deduttivo, utile da servo ma non da padrone. La coscienza è un cerchio a spirale, è frattalica, olografica: ne basta un pezzettino per vedere l’intero disegno, per trovare spiegazioni, leggi intelligenti che presiedono. Ci sono sintesi, capacità di cogliere l’essenza, frammenti di verità nel groviglio confuso, e a noi il compito di collocarne le parti al giusto posto. Entriamo nel mondo di E/E, non O/O: esiste questo E quello, non questo O quello; il bianco E il nero, non il bianco O il nero; la luce E il buio, non la luce O il buio. Comprendere, nel senso di portare con sé, questa visione della realtà, cambia le prospettive della vita. Non c’è dualità divisoria, uno contro l’altro, ma si percepisce l’Uno, ed una sua piccola parte nel contesto, come parte di questo Uno. Incredibili gli antichi Egizi, che non scrivevano i numeri come noi oggi, secondo l’infinita sequenza lineare, ma a frazioni: al numeratore, c’era sempre il numero 1, sotto, al denominatore, ogni altro numero, come parte specificata nella materia, ma riflessione del numero 1. Come pezzetto di ologramma che, di fronte allo specchio, la linea frazionaria, sempre contiene l’essenza dell’Uno, anche nella specificazione materiale. Si tratta di una conoscenza integrale (olistica)e simultaneamente integrata (specificata). Per attingerla, ci occorre solo uno specchio argenteo ben pulito…

SEGNATURE PLANETARIE parte terza

Quando ci riferiamo alle 7 Forze Planetarie o i 7 Geni Planetari è importante tenere presente che si tratta di aspetti certamente astratti, che possono indurci a supporre che siano prettamente concetti di ambiti metafisici e surreali, mentre in realtà si manifestano in modo assai concreto in tutta la realtà esplicata e dei fenomeni che viviamo nel quotidiano.

Il ritmo della vita è determinato dalla matematica dei numeri, tra i quali il numero 7. Vediamo quindi come queste 7 Forze si mostrano.

Intanto immaginiamo un fascio di luce bianca passare attraverso un prisma di vetro, scomponendosi nei 7 colori dell’iride, gli stessi dell’arcobaleno: in ordine di frequenza, dalla più bassa alla più alta, abbiamo il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, il blu, l’indaco ed il violetto. Ognuno di questi colori è espressione in un range di frequenze delle 7 forze. Ora accostiamoci alla tastiera di un pianoforte, osserviamo i tasti ed ascoltiamo i suoni: avremo una serie di scale in ottave: DO, RE, MI, FA, SOL, LA e SI, per poi ripartire con il DO dell’ottava successiva, anche queste espressione in diverso range di frequenze degli stessi 7. I giorni della settimana sono 7, ed i nomi derivano dai 7 pianeti: Lunedì Luna, Martedì Marte, Mercoledì Mercurio, Giovedì Giove, Venerdì Venere, Sabato Saturno e Domenica Sole (in inglese SUNday, giorno del Sole). Vediamo pertanto che i 7 giorni della settimana sono riferiti ai 7 geni planetari, pur essendo i pianeti già espressioni di queste 7 forze, non essi stessi le forze (i pianeti non ci governano, essi sono già manifestazioni di governo delle forze, e la loro osservazione non significa che ci influenzano direttamente, ma come sono esplicate e manifestate  le 7 forze in quel momento granulare di tempo preciso, per esempio alla nostra nascita, quando avviene il primo resPYRo, rispetto all’aura solare, rappresentata dai segni zodiacali). Anche la tavola periodica degli elementi è stata strutturata da Mendeleev sul modello alchemico delle 7 forze, tant’è che gli elementi sono tutt’ora suddivisi in linea orizzontale in periodi (il divenire nella materia) ed in linea verticale in 7 gruppi, i 7 archetipi primordiali dei 7 geni planetari, programmanti rispetto ai periodi. In senso esoterico possiamo dire che i gruppi sono programmi con i quali la materia è definita mentre i periodi sono legati all’esperienza dei medesimi nella materia, nel loro divenire. Allego un link per visionare.

http://www.chimica-online.it/download/tavola-periodica-mendeleev.htm

Sorprendente era il fatto che in base al settenario matematico,  gli elementi si ritrovavano nello stesso gruppo manifestando proprietà chimiche analoghe, simili, confermando una legge numerica superiore.

http://www.ptable.com/?lang=it

Sopra ho riportato un link con la moderna tavola periodica degli elementi, in cui permane la distinzione dei 7 gruppi principali:

I gruppo: togliendo l’elemento H che in realtà appartiene alla Luna (fatto che potrà essere valutato in seguito), abbiamo Li, Na, K… e in senso archetipale si parla del genio planetario di Venere; il metallo corrispondente è il Cu;

II gruppo: Be, Mg, Ca, Ba… sono attinenti a Giove; metallo Zn;

III gruppo: H, Bo, Al…sono relativi alla Luna; metallo Ag;

IV gruppo: C, Si, Sn, Pb … appartengono a Saturno; metallo Pb;

V gruppo: N, P, As, Sb … sono di Mercurio; metallo Hg;

VI gruppo: O, S, Se… del Sole; metallo Au;

Vii gruppo: F, Cl, I, Br… dell’ultimo archetipo planetario rimasto, Marte; metallo Fe.

Troviamo i metalli nel gruppo di transizione.

Gli elementi dell’ottavo gruppo sono quelli che hanno raggiunto l’ottetto, che vivono bene da soli, senza necessità di legami tra gli elettroni per raggiungere l’equilibrio, ed è quantomeno interessante che il glifo dell’8 sia rappresentato da due sferette simmetriche in senso verticale (come in alto così in basso, la destra come la sinistra), tracciabili in soluzione di continuità, ed orizzontalmente sia il simbolo dell’infinito. Potremmo definire gli atomi dell’ottavo gruppo quello degli elementi androgini, fuori dalla dualità in eccesso o in difetto. Il numero 8 ci riporta al Tao e somiglia anche alla forma dell’orbitale p descritto nei testi di chimica di base.

Di seguito sono raffigurati i simboli delle 7 forze, o geni o archetipi planetari, per prenderne confidenza e per iniziare a riflettere sul senso nascosto del loro glifo, che vuol dirci molto di più rispetto ad un’innocua apparenza visiva iniziale. Il significato dettagliato è rimandato alla trattazione dei singoli elementi nelle parti successive.

Pianeti_Glifi

Come gli elementi, mattoni base che costruiscono la materia, sono ordinati secondo i 7 geni planetari che ne determinano la QUALITA’, così ogni essere vivente appartenente ai 3 Regni di natura (minerale, vegetale ed animale, uomo incluso se non si volesse considerare categoria a parte) seguono le stesse regole, tenendo conto che più una realtà è complessa, più i 7 sono frammisti tra loro, costituendo tipi misti.

Esempio: il Na è Venere, il Cl Marte. Insieme danno NaCl, cloruro di sodio, che è il semplice sale da cucina, ma che è soggetto a 2 forze archetipali principali: sia Marte che Venere, per cui sarà portatore di caratteri più complessi in quanto dominato da 2 forze.

Se poi pensiamo come in psicologia Gestalt che il totale non fa mai la somma delle parti, benvenuti nel mondo della molteplicità!

(continua…)

 

 

 

AUTISMO: dati invariati negli Stati Uniti ma un nuovo informatore denuncia errori volontari da parte dei CDC

Vaccini e dintorni

Autismo e Vaccini

Nel vorticoso susseguirsi di colpi di scena riguardante la divulgazione del film ‘Vaccinati: dall’occultamento alla catastrofe‘, e tra una manifestazione più o meno folkloristica per la IX Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo, qualcuno potrebbe avere perso per strada il recente annuncio dei CDC: il tasso di autismo è rimasto invariato a 1 a 68.

addm 2010

addm 2012

Questo sorprendente dato statistico si riferisce ai bambini nati nel 2004, e valutati nell’anno 2012. Forse perché il numero non è cambiato dall’ultima relazione di due anni fa, la notizia non ha fatto alcun botto. Eppure c’è qualcosa di altrettanto scioccante.

Un nuovo caso giudiziario avverso ai CDC

I difetti cruciali nella raccolta dati dei CDC riguardano la sorveglianza e la progettazione della raccolta dati che rasenta il limite della negligenza, dell’ignoranza e della frode. E’ ciò che emerge in questi giorni a seguito di una nuova…

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Il Nordic Cochrane Institute accusa l’EMA: ha manipolato gli studi di sicurezza del vaccino anti HPV

Sulle vaccinazioni e dintorni

Autismo e Vaccini

Ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento (CE) N. 1049/2001 e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il Nordic Cochrane Institute ha divulgato un documento in data 26 maggio u.s. in cui accusa pesantemente l’EMA [Agenzia Europea per i Medicinali] di aver manipolato gli studi di sicurezza riguardanti la vaccinazione contro il papilloma virus umano [HPV].

Il 26 novembre 2015, l’EMA ha reso pubblica una relazione di valutazione di 40 pagine datata 11 novembre 2015 [EMA/762033/2015] in merito alla sicurezza dei vaccini contro HPV, che dovrebbe diminuire i danni causati dal cancro cervicale dell’utero.

Il Nordic Cochrane Institute si dichiara preoccupato per la gestione EMA di questo problema che si riflette nella sua relazione ufficiale e chiede allo stesso ente di valutare:

  1. Se l’EMA è stata aperta e responsabile nei confronti dei cittadini ed ha rispettato il loro…

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Vaccini: Sì o No?

Condivido volentieri a scopo divulgativo

Autismo e Vaccini

vaccini-si-o-noChe cosa sono i vaccini?

Quanto sono efficaci e quanto sono dannosi?

Cosa contengono? 

Come sono nati? 

Come vengono somministrati? 

Che collegamenti ci sono tra i vaccini, l’autismo e altre malattie?

Queste sono alcune delle tante domande a cui il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti rispondono nel loro instant bookVaccini: sì o no?cercando di guidare i genitori in una scelta molto difficile, da attuare con piena consapevolezza.

Fare una scelta consapevole oggi è molto difficile. Si ricevono quotidianamente innumerevoli informazioni dai giornali, nazionali e locali, dalle radio, dalla televisione e da internet sull’importanza di vaccinare i propri figli e di farlo secondo il rigido calendario stabilito dalle ASL.

È così molto importante avere tutte le conoscenze per scegliere liberamente. La salute è un bene individuale universale e nessuno può essere obbligato a metterla a repentaglio nelle mani di altre persone, soprattutto quella di un…

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